lunedì 25 luglio 2016

La piaga dei refusi in Storia



Può non sembrare, ma c'entra...

Articolo pubblicato su Facebook il 28/01/2015.

Questa la racconto pubblicamente perché credo possa interessare a tutti i miei contatti appassionati di storia, a mo’ di aneddoto di qualcuno che in questo periodo si sta lentamente fondendo col contado, i cartulari e le barbute.
Dunque, per varie vicissitudini mi sono ritrovato a informarmi riguardo la chiesa dei Santi Re Magi di Crescenzago, e sul sito della parrocchia a un certo punto trovo scritto: “Nel 1611, il Cardinale Federico Borromeo, in visita a Corte Regina, trovò, tra l’altro, che le monache, dette Vergini di Vecchiacchia, facevano celebrare delle messe perché avevano, accanto alla chiesa, dei beni immobili. È la prima volta che si parla della presenza di queste monache. Esse riuscirono ad introdurre il culto del Re Magi nell’antica chiesa chiamata prima S. Maria, poi della Natività di S. Maria, ed infine dedicata ai Re Magi.”
Notizia molto interessante, perché cercando sul web di queste monache non v’è traccia alcuna!
Dunque si sarebbe trattato di una misconosciuta congregazione dal nome stranissimo, di cui abbiamo una testimonianza d’inizio XVII secolo e nulla di più? E, come se non bastasse, avevano fatto riconsacrare la chiesa a un culto così particolare come quello dei magi? Grandioso!
E faccio notare, non in ultimo, che il sito dei Beni Culturali della Lombardia riporta lo stesso identico passo, dunque è così per forza…
Sennonché, sempre girando il web, scopro che a Milano e nel suo contado meridionale esiste un canale agricolo (che non conoscevo, ma poi ho scoperto avere anche visto) denominato Vettabbia, il cui nome antico era però Vecchiabbia. E seguendo questa traccia scopro poi che in Porta Ticinese esisteva il convento femminile (prima di umiliate e poi di domenicane) delle Vergini di Santa Maria Assunta alla Vettabbia, sottoposto alla cura dei frati della vicina Sant’Eustorgio, appunto luogo di sepoltura dei magi. Va da sé che oggi tutta la struttura (sia la chiesa che il convento) non esiste più.
Da qui la riflessione: rendiamoci conto di come un semplice errore di battitura possa creare casino, rendendo un dato di per sé semplice ed estremamente logico (mi riferisco alla questione dei magi) una specie di piccolo e irrisolvibile mistero… E se è vero che internet ha incrementato questo fenomeno, è anche vero che fornisce spesso gli strumenti per risolvere il problema: prima, quando tutto era di carta, doveva essere una piaga ben più grave…

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